L'UOMO CON IL CAPPOTTO GRIGIO (Gli Invisibili)
Metropolitana direzione Fiera, davanti a me due donne attempate, ben vestite e con un tripudio di gioielli in bellavista, di quelle che dovrebbero avere classe, che dovremmo considerare sagge, quelle che dovrebbero essere d'esempio.
Le porte si aprono e sale un uomo, difficile stabilirne l'età così trasandato, sporco e vestito di stracci, un povero, un barbone, un senzatetto, un dimenticato.
Aveva la barba molto lunga e folta, un lungo cappotto grigio nel quale si perdeva, un cappotto troppo grande per lui, forse avuto in dono per potersi coprire nelle fredde notti d'inverno, e si sa, quando ti regalano una cosa, non stai a guardare la taglia.
Sotto l'enorme cappotto, ben coperto perchè non prendesse freddo, spuntava il musetto di un bellissimo cagnolino, probabilmente l'unico vero amico dell'uomo anziano, l'unico che si accorgesse di lui, l'unico che gli scaldava il cuore, perchè proprio dal cuore spuntava il suo musetto
L'uomo anziano mi guarda e mi porge un bicchiere di carta mezzo stropicciato, io ricambio lo sguardo, sorrido ed accarezzo il cane, poi metto qualche spicciolo nel bicchiere.
L'uomo anziano ricambia il sorriso, china timidamente la testa, ringrazia e passa oltre.
Le due donne davanti a me guardano l'uomo con fare sprezzante, si spostano per paura che il suo cappotto sfiori i loro bei vestiti e commentano:
"CHE VERGOGNA!, mi spiace solo per quel povero cane"
Mi costa molto non rispondere, forse per quelle donne la povertà è qualcosa di cui vergognarsi.
Il treno si ferma, le porte si aprono e l'uomo anziano si trascina fuori a fatica nel suo enorme cappotto.
Le due donne davanti a me, si guardano soddisfatte e decisamente più rilassate, poi commentano:
"E' uscito FINALMENTE!".
Sento una fitta al cuore, questa volta davvero non ce la faccio, questa volta rispondo, dico che la vera VERGOGNA non è la povertà di quell’uomo, semmai il loro atteggiamento, dico che non si può davvero comportarsi in maniera tanto superficiale, soprattutto alla loro età, rispondo che la vita è imprevedibile, che la ruota gira per tutti e che domani al posto di quell’uomo potrebbero esserci proprio loro.
Le due donne replicano:
"Lei si faccia gli affari suoi, nessuno l'ha interpellata!"
Rispondo che avevo già detto tutto ciò che avevo da dire, non c’era molto da aggiungere.
Ho immaginato l'uomo anziano sorridere mentre si allontanava, ho immaginato sentisse la forza delle mie parole come una carezza sul suo viso, ho immaginato sentisse il calore del mio abbraccio come un rifugio caldo nel quale trovare riparo dal freddo e dalla solitudine.
(A tutti gli "uomini con il cappotto grigio”)



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